Pittore, collabora con il Consorzio Verde Delta attraverso la realizzazione di opere e monografie sui prodotti tipici
del Delta del Po


La sua pittura respinge gli spettacoli effimeri della realtà. Dipingere per Granini è un modo di riflettere sulla vita e la riflessione, egli dice, è più attiva della contemplazione; è la volontà di discernere la realtà, di frugarla, di collaborare alla sua scoperta e alla sua comprensione.
Dipingere secondo Granini è anche creare la realtà.

I ritmi, i colori, le macchie, i segni, esprimono gli impulsi nascenti, le forze libere dell’emozione cosmica, mentre le figure corrispondono all’ordine dato o a quanto risulta dal movimento di tali forze.

Questa zona di identificazione o di inesistenza figurativa, deve essere considerata come situata al di sopra o al di sotto del mondo oggettivo, perché corrisponde a quello che noi chiamiamo oceano inferiore e superiore.

A che serve investigare faticosamente il mondo delle cose visibili? Anche l’universo dell’arte autonoma è visibile, ma le sue leggi sorgono dalla coscienza e, configurano un’armonia espressiva dove si cristallizza l’atto creativo, affinché la contemplazione possa ricevere le sue immagini. La convinzione che si debbono cancellare dal campo estetico le questioni trascendentali, si unisce spesso alla cospirazione indubbiamente retrograda, che mira a mutilare l’arte del suo contenuto più profondamente umanistica, quindi progressista, per trasformarla in una pura tecnologia delle superfici, senza la minima influenza sulla vita reale e sulla nostra trasformazione intima, tuttavia così necessaria.

Si indovina facilmente quali siano le conseguenze sociali e politiche di una simile mutilazione dell’arte.


BIOGRAFIA:

Dal 1960 al 1967 lavora con gallerie di Milano: Galleria Cortina e Fratelli Calmieri, Triangolo di Busto Arsizio e Portichetto di Ro.

Dal 1967 al 1974 lavora nel settore dell’avanguardia usando elementi del nostro territorio (canne ed elementi tipici della nostra cultura).

Nel 1976 Franco Farina organizza una sua mostra ai Diamanti.

Nel 1977 lavora in America e sud America. Espone al Museo Joto di Caracas e nei centri culturali di Barinas, San Cristobal, Merida.

Ritorna in Italia nel 1979.

Dal 1979 al 1985 espone a Palazzo Gulinelli a Portomaggiore in una mostra organizzata dal Comune.
Espone a Palazzo del Governatore di Cento, presenta il catalogo il Direttore del Museo d’Arte Moderna di Bologna, Dott. Castagnoli.
Il Comune di Argenta organizza una grossa mostra in collaborazione con la Galleria Heseler di Monaco e presenta il catalogo nella medesima sede della mostra (ex Chiesa Cappuccini).

Dal 1985 espone e lavora con gallerie tedesche nel settore dell’Espressionismo astratto: a Monaco, Francoforte, Basilea, Dorthmund, Colonia, Emdey, dove il Museo “Erri Nannen” di arte contemporanea ha alcuni suoi quadri.

Attualmente collabora con il Consorzio Verde Delta attraverso la realizzazione di opere e monografie sui prodotti tipici del delta del Po

Ho avuto la fortuna di osservare, attraverso l’occhio della telecamera, Angles Granini mentre lavorava. Riusciva a creare un’atmosfera ricca di palpabile energia, di gesti intensi, di colori, di sapori, di odori.
Gesti imperiosi da cui nascono i suoi grandi quadri, che possiedono una “strana” energia, possiedono i segni di un interiore profondo, di cui è difficile, anche per i profani, non avvertirne l’autenticità e la forza .
Granini racconta luoghi simbolici, non- luoghi, fisicità , intensità fantastiche. La sua opera sprigiona potenza e nello stesso tempo leggerezza un po’ come la terra che gli ha dato i natali: quella pianura sospesa fra cielo e acqua dove il fiume possente diventa dolce prima di incontrare il mare.

Anna Quarzi
Direttore Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara



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